Tag Archives: Pari Merito

Caro Matteo, nomina una donna per le pari opportunità nella nuova segreteria del Pd

10 Set

http://www.blogdem.it/lodi/files/2011/03/donne1.jpg

Il mio ultimo blog post sull’ Huffington Post Italia.

Caro Matteo,

“Il merito, il talento e la qualità sono di sinistra”, hai detto alla festa dell’Unita e più che mai mi sono sentita a casa in un Partito Democratico che insieme a te ha smesso di guardare al passato ed è finalmente in grado di raccontare una nuova storia di futuro, creare nuovi miti, parlare ai giovani e riempire le piazze di gente appassionata. Un Partito che finalmente ha assunto il suo ruolo di motore del progresso sociale e politico.

Quando merito, talento e qualità vengono premiati, il Paese cresce e inizia a valorizzare risorse preziose, storicamente dimenticate, a cominciare dalla leadership femminile. Tu lo hai capito e hai avuto la lungimiranza di promuovere le pari opportunità nel governo, in Europa e in una riforma costituzionale che finalmente garantirà il principio di parità e non discriminazione tra donne e uomini nelle leggi elettorali.

Non è cosa da poco, in un Paese dove molti partiti politici hanno una tradizione di indifferenza e disinteresse nei confronti delle donne. Un esempio? In occasione delle scorse politiche, il programma del PdL menzionava la parola “donna” una sola volta, nella frase “la famiglia, comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna”. Nel Programma del Movimento Cinque Stelle, invece, la parola “donna” semplicemente non c’era. Neanche una volta. Il 50% della popolazione: invisibile.

Il Partito Democratico, fortunatamente, pur con tutti i suoi limiti è davvero fatto di altra pasta e anche per questo è sempre stato la mia casa. Eppure credo che in questo momento storico abbiamo la responsabilità di fare di più, assumendo chiaramente la bandiera delle pari opportunità come conditio sine qua non di un’uguaglianza basata su merito, talento e qualità.

Per questo, ti chiedo di nominare una donna come responsabile delle politiche di genere e pari opportunità nella nuova segreteria del PD.

A richiederlo è una condizione femminile nel nostro Paese che, lo sai meglio di me, è drammatica, con tassi di occupazione bassissimi, un gap salariale che non accenna a diminuire e fenomeni di violenza che colpiscono una donna su tre. Pensare di far ripartire il Paese lasciando indietro metà della popolazione è impossibile, come continuare a cercare di gareggiare con una bicicletta che ha una gomma sgonfia.

Se il Partito Democratico vuole davvero essere un motore di rinnovamento e progresso sociale, ha bisogno di approfondire la tematica delle pari opportunità e farlo nominando una persona incaricata di disegnare e promuovere politiche su questo tema. Una persona dedicata totalmente a questo perché, come si dice a Washington “If You’re Not at the Table, You’re on the Menu” e senza una persona di riferimento, responsabile e accountable, non si fa molta strada in nessun tema.

La mia è una raccomandazione da donna, esperta di genere, femminista ma anche attivista del Partito Democratico, perché avere una donna responsabile delle pari opportunità in Segreteria vuol dire mostrare alle italiane e agli italiani che il tema per il PD è prioritario e assumerne la leadership. Se ci pensi bene, guadagneremmo un bel vantaggio comparato rispetto a tutti gli altri su metà dell’elettorato.

Le economiste di Valorizzare le Donne Conviene scrivevano un paio di anni fa che la causa della stasi, negli ultimi decenni, delle rivoluzioni delle donne italiane è forse dovuta al fatto che la rivoluzione nella politica non era ancora cominciata. Io dico che questa rivoluzione il Paese, con il governo guidato da te, l’ha già iniziata. Dipenderà dalla leadership della nuova Segreteria su questo tema che sia il Partito Democratico a portarla a termine, realizzando pienamente quei valori di merito e qualità che sono, ora più che mai, propri della sinistra.

Annunci

Perché servono più quote rosa in politica

24 Feb

Tra poche ore italiani e italiane nel nostro Paese voteranno e ancora una volta, la mia speranza è appesa a un filo. Dall’America, io ho già votato, affidando all’inaffidabilità del servizio postale americano il mio piccolo contributo alla democrazia. Ancora una volta, le opzioni non erano veramente quelle che avrei sperato, anche perché ancora una volta non ho potuto votare una donna. A pari merito, lo dico e l’ho firmato, avrei votato una donna, però il pari merito, stavolta, come spesso accade in politica, non sembrava esserci e le pari opportunità di vincere ancora meno.

Le ragioni della mancanza delle donne in politica le conosciamo: una società prevalentemente maschilista che frena l’ambizione femminile, un sistema politico dominato dagli uomini, un (mal)funzionamento dei partiti politici che allontana le donne. Nella mia piccola esperienza di attivismo politico, ho potuto constatare la difficoltà delle donne ad imporsi in ambienti politici che sono spesso una fiera della vanità maschile, dove il riflettore è su chi fa la voce grossa, parla più a lungo (anche senza dire nulla), sfoggia la lista più cospicua di nomi importanti tra i propri amici e parenti e soprattutto chi è capace di dichiarare senza timori le proprie ambizioni e spiegare senza false modestie le proprie capacità. Tutte cose che noi donne non siamo state educate o socializzate per fare. Senza considerare, poi, che poche donne hanno la possibilità, tra il lavoro, il marito ed i figli, di spendere infinite ed estenuanti ore, spesso notturne, in dibattiti alle volte finalizzati non tanto al raggiungimento di un risultato pragmatico, ma a permettere ai partecipanti di sfoggiare le proprie doti retoriche. E’ solo la mia esperienza personale, o le riunioni di circolo dei partiti sono dappertutto così?

Comunque sia, i dati sono chiari: il World Economic Forum classifica l’Italia al 71esimo posto per partecipazione politica femminile, con 21.6% di donne alla Camera e 18.7% al Senato. Se letti insieme ai numeri sull’occupazione femminile, il femminicidio e la violenza sulle donne, questi dati indicano chiaramente che la condizione della donna nel nostro Paese è in uno stato d’emergenza che richiede un intervento immediato e misure forti. In questa situazione, l’attuale contesto di autoregolazione dei partiti e la normatività sulle quote rosa negli enti locali non sono sufficienti: la politica deve andare oltre, tornando a considerare le quote rosa obbligatorie per partiti e legislativo.

Continua a leggere

Laughing at Chaos

Where Wildly Different Is Perfectly Normal

TriVienna

An unofficial resource for the Tri-Mission American community in Vienna

A Mommy Abroad

Our big adventure, as a family of four.

Unlikely Diplomat

Namaste, New Delhi!

lecittàvicine

Amore per le città

Settenove

Il blog della case editrice Settenove (www.settenove.it): un progetto di prevenzione alla violenza di genere • un impegno contro la discriminazione • un contrasto agli ostacoli culturali • una proposta di nuovi linguaggi • pari opportunità tra le persone • diritti, rispetto, collaborazione • www.facebook.com/settenove.it • www.twitter.com/ed_settenove

LIFEJOURNALIST

LIVE, TRAVEL, LOVE AND NEVER GIVE UP!

La sociologia: uno sguardo critico sulla realtà

Uno sguardo critico sulla realtà

Se Non Ora Quando FACTORY

Laboratorio di libero pensiero e azione politica

Michela Marzano

Se non avessi attraversato le tenebre, forse non sarei diventata la persona che sono oggi. Forse non avrei capito che la filosofia è soprattutto un modo per raccontare la finitezza e la gioia

DonneViola

Siamo Donne Viola, donne che non hanno bisogno di urlare e prevaricare per far sentire la propria voce nella società

Alessandra Di Pietro

scrivo per orientarmi

femminile plurale

"Le persone istupidiscono all'ingrosso, e rinsaviscono al dettaglio" (W. Szymborska)

Il Ragno

Pensieri di una femminista razionalista

Lotjina

----------- l'olandesina ----------------

Champ's Version

Se non porti almeno una soluzione anche tu fai parte del problema

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: