Tag Archives: Donne e Politica

Caro Matteo, nomina una donna per le pari opportunità nella nuova segreteria del Pd

10 Set

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Il mio ultimo blog post sull’ Huffington Post Italia.

Caro Matteo,

“Il merito, il talento e la qualità sono di sinistra”, hai detto alla festa dell’Unita e più che mai mi sono sentita a casa in un Partito Democratico che insieme a te ha smesso di guardare al passato ed è finalmente in grado di raccontare una nuova storia di futuro, creare nuovi miti, parlare ai giovani e riempire le piazze di gente appassionata. Un Partito che finalmente ha assunto il suo ruolo di motore del progresso sociale e politico.

Quando merito, talento e qualità vengono premiati, il Paese cresce e inizia a valorizzare risorse preziose, storicamente dimenticate, a cominciare dalla leadership femminile. Tu lo hai capito e hai avuto la lungimiranza di promuovere le pari opportunità nel governo, in Europa e in una riforma costituzionale che finalmente garantirà il principio di parità e non discriminazione tra donne e uomini nelle leggi elettorali.

Non è cosa da poco, in un Paese dove molti partiti politici hanno una tradizione di indifferenza e disinteresse nei confronti delle donne. Un esempio? In occasione delle scorse politiche, il programma del PdL menzionava la parola “donna” una sola volta, nella frase “la famiglia, comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna”. Nel Programma del Movimento Cinque Stelle, invece, la parola “donna” semplicemente non c’era. Neanche una volta. Il 50% della popolazione: invisibile.

Il Partito Democratico, fortunatamente, pur con tutti i suoi limiti è davvero fatto di altra pasta e anche per questo è sempre stato la mia casa. Eppure credo che in questo momento storico abbiamo la responsabilità di fare di più, assumendo chiaramente la bandiera delle pari opportunità come conditio sine qua non di un’uguaglianza basata su merito, talento e qualità.

Per questo, ti chiedo di nominare una donna come responsabile delle politiche di genere e pari opportunità nella nuova segreteria del PD.

A richiederlo è una condizione femminile nel nostro Paese che, lo sai meglio di me, è drammatica, con tassi di occupazione bassissimi, un gap salariale che non accenna a diminuire e fenomeni di violenza che colpiscono una donna su tre. Pensare di far ripartire il Paese lasciando indietro metà della popolazione è impossibile, come continuare a cercare di gareggiare con una bicicletta che ha una gomma sgonfia.

Se il Partito Democratico vuole davvero essere un motore di rinnovamento e progresso sociale, ha bisogno di approfondire la tematica delle pari opportunità e farlo nominando una persona incaricata di disegnare e promuovere politiche su questo tema. Una persona dedicata totalmente a questo perché, come si dice a Washington “If You’re Not at the Table, You’re on the Menu” e senza una persona di riferimento, responsabile e accountable, non si fa molta strada in nessun tema.

La mia è una raccomandazione da donna, esperta di genere, femminista ma anche attivista del Partito Democratico, perché avere una donna responsabile delle pari opportunità in Segreteria vuol dire mostrare alle italiane e agli italiani che il tema per il PD è prioritario e assumerne la leadership. Se ci pensi bene, guadagneremmo un bel vantaggio comparato rispetto a tutti gli altri su metà dell’elettorato.

Le economiste di Valorizzare le Donne Conviene scrivevano un paio di anni fa che la causa della stasi, negli ultimi decenni, delle rivoluzioni delle donne italiane è forse dovuta al fatto che la rivoluzione nella politica non era ancora cominciata. Io dico che questa rivoluzione il Paese, con il governo guidato da te, l’ha già iniziata. Dipenderà dalla leadership della nuova Segreteria su questo tema che sia il Partito Democratico a portarla a termine, realizzando pienamente quei valori di merito e qualità che sono, ora più che mai, propri della sinistra.

Perchè l’Italia ha bisogno di un Ministro delle Pari Opportunità Full-Time

17 Lug

Un mio articolo su iMille

107PalazzoChigiNonostante le buone intenzioni, il numero record di donne in parlamento e l’ottimo lavoro iniziato da Josefa Idem, sembra che le pari opportunità debbano cadere vittima dell’austerity, o meglio di una classe politica che, in buona parte, vede ancora l’agenda di genere come non proprio indispensabile, o addirittura superflua. La decisione del Governo Letta di accorpare due ministeri diversi come quello dello Sport e quello delle Pari Opportunità aveva rappresentato un segnale di questa direzione, ora purtroppo riconfermato dalla scelta di non sostituire il Ministro dimissionario Idem.

Chiariamolo: non è che non si possa promuovere l’uguaglianza di genere anche senza un ministero. Negli Stati Uniti, per esempio, pur nell’assenza di una “segreteria di stato” (il corrispondente americano dei nostri ministeri) apposita, le pari opportunità sono sostenute e garantite da tutta una serie di istituzioni pubbliche che, con bilancio adeguato e personale dedicato, sia a livello federale che statale, si occupano capillarmente di questo tema, come parte delle stesse segreterie o complementarmente a esse.

Nel caso italiano, però, un Ministro delle Pari Opportunità dedicato unicamente a questo tema è altamente preferibile, alla luce della drammaticità di una condizione femminile che ci vede tra gli ultimi in classifica nel mondo occidentale e di un sistema politico in cui l’assenza di un Ministro competente generalmente implica la condanna a morte (per lo meno politica) di un settore.

Il Ministro Idem ha fatto in modo che di donne e uguaglianza si parlasse molto, in Parlamento e fuori. Con l’istituzione di una task force e un osservatorio per affrontare violenza sulle donne e femminicidio, ha poi iniziato un lavoro importante, la cui continuità è ora in pericolo. Josefa Idem ha infine rappresentato, anche se brevemente, un modello femminile di riferimento in una posizione governativa chiave.

La decisione di non sostituire il Ministro uscente ma ripartirne le funzioni rappresenta, quindi, anche in un contesto di austerity, un errore da parte del governo, come sostengono il Movimento Se Non Ora Quando e la Conferenza Nazionale delle Democratiche. Secondo Roberta Agostini, Responsabile delle Politiche per le Donne del Partito Democratico: “Le donne stanno pagando pesantemente la crisi e le politiche di risanamento, ma sono anche una risorsa straordinaria per uscire dalla crisi. Tra le politiche per la crescita ci sono gli investimenti sulle infrastrutture, che non sono solo strade e ponti, ma anche tutti quei servizi, dai nidi a quelli per la non autosufficienza, la cui assenza oggi pesa soprattutto sulla vita delle donne. Le politiche per la conciliazione, poi, servono a tutti, uomini e donne, per affermare un equilibrio tra vita familiare e vita lavorativa, e servono in particolare a tutte quelle donne italiane che oggi si fanno carico, come sappiamo, di un numero di ore lavorate superiore a quello degli uomini e superiore a quello delle altre donne in Europa. C’è un patrimonio di competenze femminili oggi sprecato e sottoutilizzato, sul quale investire per il futuro del paese”.

Le donne sono, insomma, una risorsa che, proprio in tempi di austerity, dovrebbe essere centrale. La nostra economia non funziona anche perché è incapace di utilizzare questa enorme risorsa, continuando a funzionare come una bicicletta che cerca di andare avanti, anche in salita, con una gomma sempre sgonfia.

Investire nelle donne conviene, ora più che mai, a cominciare dalla politica, dove sono necessarie donne capaci di ispirare le nuove generazioni e apportare cambiamenti sostanziali alla condizione femminile nel nostro Paese. Non è un compito facile. Senza un Ministro delle Pari Opportunità, poi, diventa improbabile.

Cercasi Hillary Disperatamente

15 Gen

http://en.wikipedia.org/wiki/File:Youth_
Vote_Hillary_Clinton_Feb_2008_082.JPG

Ogni tanto sono felice e orgogliosa di vivere negli Stati Uniti. La maggior parte del volte l’orgoglio ha a che vedere con Hillary Clinton (le altre con Barack Obama). Come pensano molte delle donne che l’hanno votata alle primarie del 2008 e che sono tristi all’idea di non vederla più come Segretario di Stato, Hillary rappresenta tutto quello che una donna in politica può e deve essere: competente, libera, autorevole, capace di portare avanti i diritti delle donne, sempre e comunque e di gettare le fondamenta per un cammino verso la parità che non finisce con il suo mandato. Una figura politica femminile che in Italia, dopo tanti anni di Berlusconismo, è difficile da concepire. Ve lo immaginate un ministro degli esteri italiano che parla in tutte le rassegne stampa, dalla Libia alla Cina, dell’importanza dei diritti delle donne come diritti umani?

Lavorando nella cooperazione internazionale per i diritti delle donne, ho sempre tenuto l’orecchio teso su questi temi e sentire Hillary parlare della loro centralità nella politica estera americana è stato non solo un’ispirazione, ma un sollievo. Soprattutto, dopo anni di politiche dell’era Bush che tagliavano i fondi a tutti i programmi di salute riproduttiva nel mondo che non contenessero l’insegnamento dell’astinenza come unico metodo contraccettivo. In molti casi, quelle di Hillary non sono rimaste solo parole ma si sono tradotte in politiche, come ho potuto vedere da vicino, avendo lavorato per includere la prospettiva di genere in alcuni programmi della cooperazione bilaterale americana con i paesi in via di sviluppo. Continua a leggere

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La sociologia: uno sguardo critico sulla realtà

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