Archive | Senza categoria RSS feed for this section

Donne e Leadership Politica in Italia: Conversazione con Valeria Fedeli a NYU

15 Mar
Screen Shot 2014-03-15 at 10.14.37 AM
Il media coverage della mia conversazione con Valeria Fedeli, Vice Presidente del Senato, Angela Vitaliano (Il Fatto Quotidiano) e Maria Luisa Rossi-Hawkins (TG-COM, Mediaset) e  alla Casa Italiana NYU. Moderazione di Stefano Albertini (direttore della Casa Italiana). Abbiamo parlato di donne, regole (non quote!), merito e leadersip politica.
Resoconti della conversazione li trovate su i-ItalyLa Voce di New York e sul blog di Adriano Ercolano.

Democrazia paritaria e rivoluzione della politica

8 Mar

Donne-e-politica_1393878203Un mio articolo su Donne Europa

Con un governo composto a metà di donne, Matteo Renzi ha dato un segnale di grande importanza quanto alla volontà di promuovere la leadership femminile. La presenza di donne in posizioni governative è infatti universalmente riconosciuta come uno degli indicatori chiave a cui guardare per giudicare lo stato della parità tra uomini e donne in un Paese. Non certo l’unico, quindi, ma pur sempre un indicatore importante.

Già nel 2013, secondo il World Economic Forum Gender Gap Report, l’Italia era in cima alla classifica dei Paesi occidentali quanto a leadership femminile in politica, avendo guadagnato 11 posizioni rispetto al 2011 e quindi superato Francia, Regno Unito e Stati Uniti. La ragione di questo scatto in avanti era la composizione dell’attuale parlamento, formato, per la prima volta nella storia, dal 30% di donne (soprattutto grazie al 38% di presenza femminile tra i parlamentari di M5S e PD).

Come illustrano Bettio e Rosina, è ancora presto per dire se e quanto l’aumentata presenza femminile avrà conseguenze sulle politiche per le donne.

Secondo uno studio dell’Università di Princeton, le donne parlamentari tendono a farsi portavoce dei problemi della parte più vulnerabile della popolazione (tra cui, donne e bambini) con più frequenza rispetto ai loro colleghi uomini, ma, spesso, non vengono ascoltate. Sostiene quindi lo studio che affinché la presenza femminile in parlamento si traduca in buone politiche pubbliche, le legislatrici devono muoversi in un contesto di reale parità con gli uomini. In questo senso, quindi, garantire alle donne posizioni di massima leadership come quelle governative è un ottimo inizio, ma pur sempre un inizio.

Per portare avanti politiche sociali e economiche favorevoli alle donne, le parlamentari devono però poi anche appropriarsi di una forte agenda di genere e portarla avanti nella propria attività legislativa, governativa e all’interno dei partiti.

In Italia, non sarà un’impresa facile. Molte delle nuove parlamentari, infatti, non hanno una preparazione (e alle volte nemmeno una sensibilità) sui temi di genere, essendo state selezionate dai partiti d’accordo non a questo ma ad altri criteri, per esempio in quanto “outsiders” e pertanto sinonimo di rinnovamento (vedi soprattutto il caso del M5S), oppure grazie all’applicazione di un sistema di quote di genere (vedi il caso del PD). Non sempre viene riconosciuta alle donne, poi, all’interno dei partiti, la stessa autorità di cui godono i loro colleghi uomini, anche a parità di posizioni.

Per quanto la loro composizione sia, infatti, negli ultimi anni, cambiata, la struttura e la dialettica dei partiti sono rimaste spesso, profondamente patriarcali. Basti pensare che due dei tre partiti che hanno preso più voti alle scorse politiche non prevedevano nessuna politica femminile nel loro programma. Verrebbe da chiedersi dove erano e che ruolo avevano le candidate di questi partiti quando questi programmi venivano preparati, pubblicati e diffusi.

Uno dei primi banchi di prova dell’autorevolezza delle parlamentari e della loro sensibilizzazione sui temi di genere sarà la riforma della legge elettorale. Per quanto il disegno iniziale dell’Italicum preveda, infatti, alternanza di genere nelle liste, cosi come è la legge non garantirebbe una rappresentanza paritaria, come ha più riprese spiegato la Vice Presidente del Senato Valeria Fedeli. Un’alleanza trasversale di donne parlamentari di diversi partiti ha presentando settimane fa un emendamento per modificare quindi il disegno di legge in chiave paritaria e sta in queste ore lottando perché venga mantenuto.

Il destino di questo emendamento rappresenterà, quindi, un termometro della forza e del peso specifico che le donne hanno oggi in parlamento in quanto portatrici degli interessi femminili. Per ora, sembra la battaglia si profila estremamente dura. Per quanto, infatti, le donne rappresentino un bacino elettorale non solo grande ma addirittura maggioritario, i loro interessi sono generalmente trattati come interessi “di nicchia” e secondari, dunque sempre negoziabili.

Con una situazione di questo tipo nella politica, non deve stupire che le italiane vivano in condizioni di sottoimpiego o disoccupazione, crescente gap salariale e violenza nel sociale.

Indipendentemente dall’esito della loro battaglia per la rappresentanza paritaria, è auspicabile che le parlamentari si facciano protagoniste di una vera e propria rivoluzione per il rafforzamento della leadership femminile in politica, a partire dai propri partiti. Moltissime sono le migliori pratiche da seguire: la creazione di specifici comitati di fundraising per le candidate donne e l’istruzione e la sensibilizzazione delle candidate sui temi di genere (sul modello della Emily’s List americana), le quote generalizzate e obbligatorie per tutte le posizioni di partito, la creazione di vere e proprie “agende rosa” che illustrano la posizione di ogni partito sui temi di genere (come in Canada), l’incorporazione della prospettiva di genere in tutte le fasi del processo legislativo (come in Spagna), solo per menzionarne alcune.

Per concludere, scrivono le economiste di Valorizzare le donne conviene, “la causa della stasi, negli ultimi decenni, delle rivoluzioni delle donne italiane è forse dovuta al fatto che la rivoluzione nella politica non è ancora cominciata”. Un governo composto per metà di donne è quindi forse un segno che questa rivoluzione è iniziata. Di quanto tempo avrà bisogno per realizzarsi, dipenderà da molte cose, a cominciare dalla volontà e forza delle donne elette in parlamento.

Caso De Rosa, le italiane NON sono brave solo a fare quello

31 Gen

iocisonoUn mio post sull’Huffington Post Italia

Le italiane, si sa, sono brave solo a fare quello. In varianti diverse magari, ma quello. E’ questo che, secondo quanto riportato nella querela presentata da sette deputate del Partito Democratico, penserebbe Massimo de Rosa, deputato del MoVimento Cinque Stelle. Lo penserebbe e non si vergognerebbe neanche di dirlo, secondo quanto dichiarato dalle sette deputate, in una seduta in parlamento, davanti a testimoni.

A prescindere dal caso, gravissimo, in questione, credo sia importante riflettere su quello che un episodio di questo significa e cioè che in Italia, ancora oggi, molti non credono possibile che una donna possa arrivare ad avere una posizione di potere e prestigio senza passare da un uomo. Milioni di donne lo hanno vissuto, in milioni di posti di lavoro diversi: le insinuazioni, più o meno aperte, bastano per screditare, limitare, rovinare carriere e tagliare le ali all’ambizione.

Se il talento maschile viene quindi riconosciuto per quello che è, quello femminile deve essere sminuito, sporcato, ridicolizzato, facendolo passare attraverso un letto.

È una questione di mentalità, certo, ma è anche una questione di numeri. Se in posizioni di leadership esistesse la parità tra uomini e donne, saremmo certamente più abituati a pensare che il posto di una donna sia anche in un consiglio di amministrazione, a capo di un’azienda, in un’aula del parlamento. Che la presenza di una donna in questo luoghi non sia un’anomalia da interpretare e spiegare come riflesso della presenza di questo o quell’uomo, in cambio di questo o quel servizio.

Se il 50% del parlamento fosse composto da donne, come lo è la società, forse inizieremmo a capire che, in effetti, le italiane sono brave a fare tante cose,anche cose importanti, senza doversi appoggiare a un uomo. Le stesse donne inizierebbero a potersi fare avanti maggiormente, senza essere squalificate in partenza o alienate da un ambiente sessista.

Anche di questo si sta parlando, alla fine dei conti, in questi giorni, nel dibattito sulla riforma della legge elettorale, nel silenzio della maggior parte dei media. Anche per questo, insieme a Valeria Fedeli, Vice Presidente del Senato e a tante altre donne e uomini coraggiosi, ho lanciato qualche giorno fa una PETIZIONE, per chiedere che l’Italicum garantisca una vera rappresentanza di genere.

Non per affossare, criticare o prevaricare qualcosa o qualcuno, ma per costruire un parlamento assomigli un po’ di più alla società (composta per metà da donne) e quindi possa rispondere meglio alle necessità e preoccupazioni di tutti, non solo di una parte. Il modo migliore per far capire a una parte della società che le italiane NON sono brave solo a quello, è dare loro l’opportunità di fare tutto il resto.

#NOICISIAMO: Una Petizione per una Vera Rappresentanza di Genere nell’Italicum

25 Gen

blackboard_lucinaSecondo Saadia Zahidi, Direttrice del Settore Pari Opportunità del World Economic Forum: “Quando i leader riconoscono, indipendentemente dal loro genere, che dare potere alle donne e integrarle è nell’interesse di tutti, il cambiamento diventa inevitabile”.

Se credete anche voi che le donne abbiano diritto a un’adeguata rappresentanza in parlamento, firmate ADESSO questa petizione che ho scritto insieme a tante meravigliose donne italiane!

I miei articoli che promuovono questa petizione li trovate sull’Huffington Post Italia, Europa Donne, Leopolda Blog di Europa, i-Italy, La Voce di New York.

Laughing at Chaos

Where Wildly Different Is Perfectly Normal

TriVienna

An unofficial resource for the Tri-Mission American community in Vienna

A Mommy Abroad

Our big adventure, as a family of four.

Unlikely Diplomat

Namaste, New Delhi!

lecittàvicine

Amore per le città

Settenove

Il blog della case editrice Settenove (www.settenove.it): un progetto di prevenzione alla violenza di genere • un impegno contro la discriminazione • un contrasto agli ostacoli culturali • una proposta di nuovi linguaggi • pari opportunità tra le persone • diritti, rispetto, collaborazione • www.facebook.com/settenove.it • www.twitter.com/ed_settenove

LIFEJOURNALIST

LIVE, TRAVEL, LOVE AND NEVER GIVE UP!

La sociologia: uno sguardo critico sulla realtà

Uno sguardo critico sulla realtà

Se Non Ora Quando FACTORY

Laboratorio di libero pensiero e azione politica

Michela Marzano

Se non avessi attraversato le tenebre, forse non sarei diventata la persona che sono oggi. Forse non avrei capito che la filosofia è soprattutto un modo per raccontare la finitezza e la gioia

DonneViola

Siamo Donne Viola, donne che non hanno bisogno di urlare e prevaricare per far sentire la propria voce nella società

Alessandra Di Pietro

scrivo per orientarmi

femminile plurale

"Le persone istupidiscono all'ingrosso, e rinsaviscono al dettaglio" (W. Szymborska)

Il Ragno

Pensieri di una femminista razionalista

Lotjina

----------- l'olandesina ----------------

Champ's Version

Se non porti almeno una soluzione anche tu fai parte del problema

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: