Caso De Rosa, le italiane NON sono brave solo a fare quello

31 Gen

iocisonoUn mio post sull’Huffington Post Italia

Le italiane, si sa, sono brave solo a fare quello. In varianti diverse magari, ma quello. E’ questo che, secondo quanto riportato nella querela presentata da sette deputate del Partito Democratico, penserebbe Massimo de Rosa, deputato del MoVimento Cinque Stelle. Lo penserebbe e non si vergognerebbe neanche di dirlo, secondo quanto dichiarato dalle sette deputate, in una seduta in parlamento, davanti a testimoni.

A prescindere dal caso, gravissimo, in questione, credo sia importante riflettere su quello che un episodio di questo significa e cioè che in Italia, ancora oggi, molti non credono possibile che una donna possa arrivare ad avere una posizione di potere e prestigio senza passare da un uomo. Milioni di donne lo hanno vissuto, in milioni di posti di lavoro diversi: le insinuazioni, più o meno aperte, bastano per screditare, limitare, rovinare carriere e tagliare le ali all’ambizione.

Se il talento maschile viene quindi riconosciuto per quello che è, quello femminile deve essere sminuito, sporcato, ridicolizzato, facendolo passare attraverso un letto.

È una questione di mentalità, certo, ma è anche una questione di numeri. Se in posizioni di leadership esistesse la parità tra uomini e donne, saremmo certamente più abituati a pensare che il posto di una donna sia anche in un consiglio di amministrazione, a capo di un’azienda, in un’aula del parlamento. Che la presenza di una donna in questo luoghi non sia un’anomalia da interpretare e spiegare come riflesso della presenza di questo o quell’uomo, in cambio di questo o quel servizio.

Se il 50% del parlamento fosse composto da donne, come lo è la società, forse inizieremmo a capire che, in effetti, le italiane sono brave a fare tante cose,anche cose importanti, senza doversi appoggiare a un uomo. Le stesse donne inizierebbero a potersi fare avanti maggiormente, senza essere squalificate in partenza o alienate da un ambiente sessista.

Anche di questo si sta parlando, alla fine dei conti, in questi giorni, nel dibattito sulla riforma della legge elettorale, nel silenzio della maggior parte dei media. Anche per questo, insieme a Valeria Fedeli, Vice Presidente del Senato e a tante altre donne e uomini coraggiosi, ho lanciato qualche giorno fa una PETIZIONE, per chiedere che l’Italicum garantisca una vera rappresentanza di genere.

Non per affossare, criticare o prevaricare qualcosa o qualcuno, ma per costruire un parlamento assomigli un po’ di più alla società (composta per metà da donne) e quindi possa rispondere meglio alle necessità e preoccupazioni di tutti, non solo di una parte. Il modo migliore per far capire a una parte della società che le italiane NON sono brave solo a quello, è dare loro l’opportunità di fare tutto il resto.

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