Viva la Giornata della Donna Lavoratrice!

8 Mar
http://comunicazionedigenere.wordpress.com/ 2013/03/07/tenetevi-le-mimose-vogliamo/

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Sono terribile con tutte le date e ricorrenze: io oramai lo so e quelli che mi vogliono pure. Mi ricordo del Natale una settimana prima e dell’anniversario di matrimonio il giorno dopo. San Valentino chiaramente non esiste e la festa della donna non mi piace. Il problema non è solo che non amo ricevere fiori e nessuna pianta è mai sopravvissuta con me oltre una settimana. C’è altro.

La festa della donna (inizialmente stabilita per il 28 febbraio e pensata come giornata della donna lavoratrice) ha le sue origini nel 1909, quando il Partito Socialista americano indice la prima e ufficiale giornata nazionale della donna per celebrare la forza ed il coraggio delle donne lavoratrici, appoggiare le loro battaglie e manifestare in favore del suffragio femminile. Si trattava, insomma, di una festa socialista, intendendo per socialismo quella dottrina politica ed economica che si proponeva di lottare per il miglioramento delle condizioni di vita delle masse, con un’attenzione speciale per le masse operaie. Nulla a che vedere, dunque, con la Milano da bere, gli inviti ai cittadini ad “andare al mare” e quello che Gaber definiva giustamente il peggior Partito Socialista d’Europa. Ma questa è un’altra storia.

Tornando a noi, le socialiste americane volevano celebrare le donne nella loro dimensione storica, sociale, economica e soprattutto politica. In realtà, poi, più che le donne, volevano ricordare i successi ed i fallimenti delle lotte femministe per la parità tra i sessi e costringere i loro compagni di partito prima e concittadini poi ad un confronto aperto su temi difficili. Non è difficile capire perché una giornata della donna così non facesse comodo a tutti.

Ecco dunque che negli anni la celebrazione si svuota dalla sua identità per edulcorarsi ed evolversi in una celebrazione degli stereotipi più tradizionali (e anti-femministi) della femminilità. Le donne di cui si parla l’8 Marzo sono esseri fragili (non sono le mimose le più effimere tra i fiori?), infinitamente dolci e altrettanto instabili emozionalmente (la dice lunga su questo l’accoppiata donna-cioccolatino).  Donne che vogliono sentirsi coccolate, amate e “speciali” per gli uomini, almeno un giorno l’anno.

C’è un problema, però. Noi non siamo “speciali”: siamo anzi comunissime. Rappresentiamo il 50% della popolazione e le madri dell’altro 50%. Cari uomini, guardatevi intorno: ci sono donne dappertutto. Avete veramente bisogno dell’8 Marzo per ricordarvi che le donne esistono? Care donne, cosa c’entrano i fiori con il sentirsi speciali e perché riversarsi nei ristoranti tutte insieme proprio oggi, come carcerarti nell’unico giorno di libera uscita? In che modo una festa basata su cioccolatini, mimose e la rappresentazione della donna come essere debole e spesso vittimizzato dagli uomini può portarci più vicino al raggiungimento della parità?

Per tornare ad essere rilevante e persino rivoluzionaria, la festa della donna dovrebbe recuperare la sua dimensione femminista (definendo il femminismo per quello che è, cioè la dottrina dell’uguaglianza sociale, politica ed economica dei sessi). L’8 Marzo non si dovrebbero celebrare dunque le donne in quanto tali (perché non vuol dire nulla), ma le conquiste fatte e ricordare le lotte ancora da fare per le pari opportunità. Magari sarebbe un giorno un po’ più controverso, ma sicuramente avrebbe maggiori possibilità avere un reale impatto sociale e politico.

Nel frattempo, chiederò a mio marito di astenersi anche quest’anno dal comprarmi dei fiori o del cioccolato (nonostante le pressioni dei colleghi) e di portare a casa invece le brioche per la colazione del weekend, non perché è la festa della donna, ma perché glielo chiedo tutti i venerdì, e stavolta, vedendosi svergognato sul web, spero se ne ricordi.

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4 Risposte to “Viva la Giornata della Donna Lavoratrice!”

  1. Louise Bonheur 9 marzo 2013 a 2:27 PM #

    Bel post davvero!
    Io ho iniziato la giornata accettando gli “auguri consapevoli” di un compagno che mi sostiene e ama lottare con me.
    Poi ho trascorso l’8 Marzo al centro Antiviolenza in cui lavoro. E’ stata una giornata fatta di ordinario e straordinario.
    Mattina in servizio d’accoglienza telefonica: 6 chiamate di donne che stanno subendo violenza dal loro compagno/fidanzato.
    Nel pomeriggio, porte aperte alla città: l’emozione di accompagnare i tanti visitatori e le tante visitatrici di ogni età tra le stanze del centro, raccontandole… e, intanto, sentire che lo straordinario nutre l’ordinario di energie nuove.

  2. Carolina 10 marzo 2013 a 5:11 PM #

    Sono d’accordo nel dire che oramai è solo una giornata consumistica, le donne riunite in comitive escono insieme, in pizzeria, ed il loro atteggiamento non è quello certo per cui è nata questa giornata.
    Non è solo quel giorno ma tutti i giorni della nostra vita sono speciali perché siamo donne , perché siamo importanti all’interno del nostro nucleo dove ci sono persone che ci amano, perché abbiamo una sensibilità che è solo nostra, siamo speciali nel nostro posto di lavoro, perché crediamo in quello che facciamo, grazie alla nostra educazione, alla nostra provenienza., sicuramente dobbiamo ancora farci spazio in questo mondo di uomini. Ma grazie a donne speciali nel mondo che si rafforza la nostra figura.
    Io ringrazio mia madre che mi ha dato un’indipendenza culturale ed economica che lei non ha avuto, donne di altri tempi, con ingiustizie all’interno anche della propria famiglia patriarcale, grazie mamma.
    I fiori a me piacciono ed in ogni stagione ce ne sono di belli, e me li compro io, e mio marito quando rientra a casa dice “ Che belle le fresie come mai” ed io rispondo “ Me li godo adesso, a me danno gioia, mi accontento di poco, dopo non ne voglio!!! “
    Son bastian contrario in questo giorno non li compro!!!!

    • lucinadimeco 12 marzo 2013 a 3:34 PM #

      Grazie Carolina, sia tu che tua mamma siete donne assolutamente uniche, piu’ che speciali. Un abbraccio, Lucina

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