Le donne invisibili di M5S e PDL

27 Feb

photo-26“I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo”, scriveva Wittgenstein.

Cosa dobbiamo dedurre allora del fatto che nel Programma del Popolo della Libertà, la parola “donna” è presente una sola volta (nella frase “la famiglia, comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna”), mentre nel Programma del Movimento Cinque Stelle, la parola “donna” semplicemente è inesistente?

Il linguaggio non è solo uno strumento di comunicazione, ma di formazione dei nostri pensieri, tanto che secondo molti scienziati, non esiste pensiero senza il linguaggio.

Dov’erano le donne quando questi programmi sono stati scritti? Che ruolo avevano? Saranno ugualmente invisibili in parlamento come lo sono state sulla carta? Perché le italiane hanno pensato che questi partiti avrebbero priorizzato le loro necessità, dopo averle rese invisibili nella retorica?

Come tanti e tante, amo questa frase di Nanni Moretti: “Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!”. Come pensano e come vivono PDL e M5S il rapporto con le donne?

PS: Questo blog non è partitico. Per semplice onestà riporto che la parola “donna” è menzionata quattro volte sulla pagina riassuntiva del Programma di Pierluigi Bersani, con due proposte su dieci dedicate esplicitamente alle donne e 11 volte nell’Agenda Monti.

 

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7 Risposte to “Le donne invisibili di M5S e PDL”

  1. giglio 27 febbraio 2013 a 8:15 PM #

    Saranno 65 le donne in Parlamento del M5S……. nel PD, che ha usato la parola donna 4 volte nel programma, quante donne sono state elette?

  2. lucinadimeco 27 febbraio 2013 a 8:22 PM #

    I dati sono a portata di tutti e sono qui: http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni/notizie/26-febbraio-eletti-senato_fde55f3a-7ffb-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml.
    Non si tratta solo di far eleggere delle donne (anche se questo e’ un punto importantissimo) ma di far eleggere uomini e donne che abbiano a cuore le pari opportunita’. Sara’ pure una svista, ma a me il fatto che le donne (o cittadine) non fossero assolutamente menzionate, neanche una volta, ha lasciato molto, molto perplessa. Le parole pesano, ma spero comunque di sbagliarmi e auguro il meglio alle donne che sono state elette. Hanno sicuramente molto, molto da fare e da cambiare.

    • giglio 28 febbraio 2013 a 6:15 AM #

      60% di donne elette nel M5S e 40 % nel PD.
      Sicuramente le parole sono importanti, ma avere la possibilità concreta di agire lo è di più. Non hai fiducia in queste donne?

  3. giglio 28 febbraio 2013 a 1:50 PM #

    La rivoluzione delle donne!

    http://www.risonero.com/2013/02/24/un-miliardo-di-donne-che-ballano-e-una-rivoluzione/

Trackbacks/Pingbacks

  1. Le donne e i partiti: quello che l’America ci può insegnare | Poli@rchia - 7 agosto 2013

    […] solo verificando quante volte si parli di donne nei programmi dei partiti: nelle scorse elezioni, due dei tre partiti che hanno raccolto più voti non ci menzionavano […]

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